Nonni e nipoti: che importanza riveste la presenza dei nonni nella vita dei piccoli?
Nella nostra vita le relazioni interpersonali sono ciò che più contribuisce alla costruzione dell’identità individuale. Siano esse buone o cattive determineranno noi stessi ed il nostro modo di abitare il mondo.
Le relazioni possono essere curative, questo è il fondamento di ogni psicoterapia efficace, ma a volte diventano patogene e fanno soffrire. Questa però è “un’altra storia” di cui non parleremo, perché l’intento odierno è di dedicarci ad un ad un rapporto che rappresenta per ognuno di noi, per chi ha la fortuna di farne esperienza o per chi ne ha notizie solo attraverso i racconti dei propri genitori, le proprie radici: quello di nonni e nipoti.
Già il pronunciare la parola “nonno” ci trasla in un universo che sa di “bianco e nero”, ma è allo stesso tempo coloratissimo, che ha aromi molto diversi, ma sia che si tratti di borotalco, di biscotti o di pasta al sugo profuma di buono e di affetto. Certo generalizzare spesso è un limite e non tutti serbano buoni ricordi, ma nella giornata a loro dedicata proviamo a riflettere sugli aspetti positivi di questo rapporto unico tra nonni e nipoti.
Nonni e nipoti: un sostegno per la crescita dei bambini
La presenza dei nonni è una significativa risorsa per la crescita e lo sviluppo emotivo, affettivo e relazionale.
Le esperienze interpersonali che i bambini vivono durante i primi anni di vita determinano la capacità di entrare in rapporto con gli altri, di instaurare relazioni soddisfacenti e di affrontare la vita di società in modo positivo e resiliente, con un buon senso di sicurezza. I genitori sono la principale risorsa in questo senso, ma è indispensabile che siano affiancati da altre figure educative e spesso, questo supporto, viene offerto dai nonni.
La presenza dei nonni nella vita dei loro nipoti
A volte i nonni sono di rinforzo rispetto ai valori e ai principi trasmessi dai genitori e si inseriscono in una cornice di regole creata da loro e in un preciso modello educativo. Altre volte trasgrediscono alcune regole genitoriali e concedono ai nipoti qualche cosa di diverso o in più, rivestendo un ruolo che è di mediazione rispetto alle posizioni normative genitoriali. Questo sovente non è un male e rispecchia una sorta di implicito accordo, del tipo “poliziotto buono e poliziotto cattivo”, tra genitori, nonni e nipoti, dove i nonni soprassiedono a qualche rigidità di troppo. Anche così riescono a rappresentare per i bambini un punto di riferimento altro con cui potersi confrontare e dove trovare sicurezza, consolazione, affetto e protezione.
Spesso sono i nonni il rifugio ideale nelle difficoltà, perché sanno essere un punto di riferimento ed un collante per tutta la famiglia, riuscendo ad affrontare i momenti critici con la saggezza, la calma ed il buon senso che solo una lunga esperienza di vita sa donare.
Il rapporto tra nonni e nipoti è molto intenso ed è caratterizzato da una grande complicità fatta di comprensione e tolleranza. I nonni sostengono la crescita dei bambini, supportandoli nei momenti di crisi e dispensando buoni consigli dall’alto della loro esperienza e sostenendo i comportamenti corretti.
Rapporto tra nonni e nipoti: un collegamento tra passato e futuro
I nonni rappresentano la memoria storica familiare accessibile nel presente. Sono l’ancoraggio con il passato e le sue tradizioni ed un ponte che garantisce la continuità con il futuro, un collegamento tra vecchi e nuovi insegnamenti. Non sono solo depositari di una cultura passata, ma rappresentano una finestra attraverso cui guardare ad un passato diverso.
Sono i nonni che trasmettono la storia, quella della società in cui si vive, dando strumenti indispensabili di lettura del presente. Raccontano di un tempo “altro” e di modi di esistere, contesti e tempi differenti. Uscendo dalla logica dell’“ai miei tempi era meglio” è sempre magico ricostruire quello che è stato e non è più, ma a volte anche quello che è stato e che se venisse dimenticato potrebbe anche ripetersi.
La storia è più appassionante se narrata da chi l’ha vissuta in prima persona ed è bello per i nipoti poter ascoltare questo tipo di racconti. Questo è il senso del coinvolgere i nonni nei progetti scolastici, nel raccontare i giochi della loro epoca, le esperienze dolorose fatte, le guerre, la fame, vissuti non così lontani, di cui i nonni sono testimoni, ma a volte quasi inconcepibili per i bambini di oggi. I nonni incarnano una diversità con cui è arricchente fare i conti.
Nipoti, genitori e nonni
I nonni poi sono lo strumento attraverso cui riappropriarsi di memorie relative ai propri genitori, di come erano da bimbi o da adolescenti, di che figli sono stati, che desideri o passioni li animavano e di che ostacoli hanno incontrato e superato. Ricostruiscono il “filo delle somiglianze e delle divergenze” con i tanti “sei come il tuo papà” o la tua mamma.
Si dice sempre che da nonni si è molto diversi rispetto a come si era da genitori: forse sì, si diventa più permissivi se scarichi di responsabilità, altre volte ci si è solo dimenticati di alcuni aspetti di tenerezza ed accudimento che probabilmente li caratterizzavano anche da genitori e a volte potrebbe essere un modo per riconciliarsi con essi.
Il ruolo dei nonni
Nel riflettere sul ruolo tra nonni e nipoti, osserviamo che il ruolo dei nonni è al tempo stesso educativo e psicologico. Quando i nonni sono in condizione di doversi far carico dei loro nipoti anche per molte ore, necessariamente devono fare i conti con i valori e i principi educativi dei genitori, con l’articolazione delle giornate che hanno dato ai loro figli, con le regole prestabilite ed è importante che vi si adeguino e che le facciano rispettare.
Il ruolo educativo dei nonni
Spesso è un luogo comune che i nonni siano più permissivi dei genitori. É tutt’altro che facile per loro farsi carico della responsabilità dei nipotini e per questo, il più delle volte, cercano di impostare un’educazione parallela o complementare rispetto a quella impartita dai genitori. A volte invece è proprio faticoso abdicare ad un “ruolo genitoriale” ed alcuni nonni tendono ad entrare in rotta di collisione con i genitori, diventando invadenti e di ostacolo più che rappresentare una risorsa. Molte volte gli screzi tra le due generazioni nascono per motivi legati a divergenze negli stili di vita o educativi, per esempio relativamente alle abitudini alimentari e di vita, agli orari della nanna o dei pasti, su quanto e come vestire e svestire i bambini e così via.
É importante cercare di essere il più disponibili, aperti, e collaborativi possibili da ambo le parti e con la nascita del nipotino va accettato ed in qualche modo rinegoziato il nuovo ruolo di “nonni” all’interno del nucleo familiare.
Nonni e nipoti: il ruolo psicologico – la cura e l’accudimento
Il ruolo dei nonni oggigiorno è di grande sostegno per la famiglia e si esprime attraverso compiti di cura quotidiani nei confronti dei loro nipoti. Spesso sono i nonni ad occuparsi dell’accudimento dei bambini già dai primissimi anni dell’infanzia. In una società in cui è necessario che entrambi i genitori lavorino, a volte con contratti precari o che li tengono molte ore lontano dalla famiglia, sono proprio i nonni a farsi carico dei bambini. Sempre più spesso accompagnano i piccoli di casa a scuola e li riprendono, li portano alle diverse attività extrascolastiche, li seguono nei compiti, li accudiscono nei bisogni quotidiani come il pranzo e la cena.
Dobbiamo anche dire che mediamente i bambini sono molto più impegnati di un tempo. É sempre più difficile che ci siano spazi aggregativi ed i nonni non possono essere solo dei “sorveglianti”. Gli stimoli sono sempre di più ed i pericoli cui sono esposti i minori sono percepiti dagli adulti come maggiori e peggiori anche per via di come vengono presentati attraverso i mass media. In qualche modo i nonni di questa generazione hanno dovuto aggiornarsi e fare i conti con la “rivoluzione digitale”. I nonni di oggi sono nonni dinamici e giovanili, spesso sono “social e connessi”. Non essendo sempre abilissimi nell’uso dei device accade spesso che il cellulare o il computer possa divenire un veicolo di “scambi” interessanti tra nonni e nipoti, in cui però sono i nonni a dover chiedere aiuto ai piccoli, nativi digitali, che passano ai loro avi le loro competenze.
Nonni e nipoti: un rapporto di reciprocità
Il benessere che si respira nella relazione nonno-nipote è di certo biunivoco.
C’è un scambio reciproco di cure e di benefici: occuparsi dei piccoli della famiglia, se non ringiovanisce, almeno contribuisce a rimanere “giovanili”, permette ai nonni si sentirsi utili, di occupare le proprie giornate in un modo nuovo e stimolante, di rimanere aggiornati e radicati al presente, senza rifuggire nostalgici nei ricordi. Diciamo che i nonni vengono modernizzati dai loro nipoti mentre trasmettono loro il senso della tradizione.
I nipoti fanno bene ai nonni, contribuendo a tenerli attivi mentalmente e fisicamente, così come i nonni sono un’inesauribile fonte di apprendimento grazie agli stimoli e ai racconti interessanti di cui sono capaci.
Un tempo di qualità
I bambini che hanno la fortuna di crescere accanto ai nonni avranno il regalo di un tempo esclusivo. Se i genitori sono spesso vittime di ritmi frenetici e di pressioni lavorative stressanti i nonni hanno da dedicare ai nipoti un tempo di qualità, fatto di lentezza e di giochi. Dedicare ai bambini attenzione e ascolto è il dono più prezioso che si possa dare loro. I nonni più facilmente trovano il tempo per parlare, stare insieme e godere della compagnia reciproca.
Il tempo trascorso dai nonni è poi anche un tempo esperienziale, lontano dai genitori si fanno tante nuove e “prime” esperienze di autonomia. Nell’aiutare i nonni, a fare la spesa, a cucinare o nel sostenerli in altri compiti un po’ gravosi per i loro, si cresce e si diventa più autonomi.
Parlando di tempo però è importante sottolineare che è necessario rispettare “i tempi” dei nonni. Anche loro hanno bisogno di sentire rispettati i loro spazi e le loro abitudini di vita che non devono essere completamente stravolte dal coinvolgimento nel ruolo di cura dei nipotini. Ricordiamoci che anche se accudiscono con gioia i piccoli di casa, questo resta un ruolo faticoso e stressante da ricoprire.
Difficoltà nell’essere e diventare nonni
Parlando del rapporto tra nonni e nipoti, va però considerato che fare i nonni però non è sempre e solo una gioia, ci sono anche delle difficoltà. Quando un figlio o una figlia diventano per la prima volta genitori, i nonni si trovano ad affrontare un grande cambio di ruolo ed un salto generazionale: diventare nonni rappresenta l’avvicinamento alla terza età. Ai nonni può capitare di dover elaborare sentimenti ambivalenti: provano gioia per l’arrivo del nipotino, ma al tempo stesso preoccupazione per il proprio invecchiamento e per il futuro.
Questo momento rappresenta quindi un passaggio delicato del ciclo di vita e possono insorgere dei problemi personali e psicologici di cui bisogna prendersi cura senza colpevolizzarsi ed avendo sempre un attitudine comprensiva verso se stessi.
Capita poi che per i nonni sia difficile accettare un ruolo diverso e farsi da parte, non intromettersi e lasciare che siano i neogenitori ad assumere il ruolo genitoriale con tutto ciò che ne deriva. Questo si traduce a volte in comportamenti invadenti che portano spiacevoli tensioni intrafamiliari.
La gestione degli spazi
Spesso alla nascita del bambino, nelle prime settimane tanto impegnative per il nuovo nucleo famigliare, alcuni genitori apprezzano e si sentono rassicurati dall’aver vicino i nonni. Con il passare del tempo però nasce l’esigenza di riappropriarsi di spazi privati. Per altri genitori invece si avverte fin da subito il bisogno di una maggiore intimità con il nuovo piccolo e di isolamento e preferiscono non ricevere visite o aiuto. In entrambe queste situazioni è importante che i nonni non la prendano sul personale sentendosi esclusi, ma che accettino le necessità del nuovo nucleo familiare, così da lasciarlo sereno.
Questo è solo l’inizio di un percorso di incontro tra personalità, esigenze, ruoli diversi, non sempre semplice, ma importantissimo per creare “comunità”, una realtà di cui l’umano ha e avrà sempre bisogno.
Articolo a cura della Dott.ssa Sara Tenca
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