Psicologo infantile
Psicologo infantile: supporto psicologico per bambini in età evolutiva
Lo psicologo infantile si occupa di comprendere e sostenere lo sviluppo psicologico del bambino nelle diverse fasi della crescita, intervenendo quando emergono difficoltà emotive, comportamentali o relazionali.
Il lavoro dello psicologo infantile si inserisce nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva (dagli 0 ai 14 anni) e si basa sull’osservazione attenta dei segnali che il bambino esprime attraverso il comportamento, il gioco e la relazione.
La figura dello psicologo per bambini non lavora solo sul sintomo, ma sul significato più profondo del disagio. Lavora in sinergia con i genitori, veri esperti del bambino, al fine di sostenere l’intero sistema familiare in un percorso di comprensione e cambiamento. Dopo una prima fase di consulenza, il percorso può evolvere in una psicoterapia infantile, soprattutto nei casi dove è necessario un intervento più strutturato.
Chi è lo psicologo infantile e qual è il suo ruolo
Capire chi è lo psicologo infantile aiuta a orientarsi nella scelta.
Si tratta di un professionista specializzato nell’età dello sviluppo, con competenze nella comprensione delle dinamiche emotive e relazionali del bambino a partire dalla nascita.
Lo psicologo infantile ha conseguito una Laurea in Psicologia e superato un esame di stato che gli ha permesso di iscriversi all’Ordine degli Psicologi della Regione di appartenenza.
Lo psicoterapeuta infantile, oltre alla Laurea in Psicologia, ha ottenuto un diploma in una scuola di specializzazione della durata di quattro anni, orientata al bambino e all’adolescente che gli ha permesso di essere iscritto anche alla sezione di psicoterapeuti dell’Ordine della Regione di appartenenza.
STUDIO PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA TENCA VENTURI: di cosa si occupano i nostri psicologi infantili a Milano e provincia
Bambini e ansia: come aiutare un bambino ansioso
L’ansia nei bambini è una condizione emotiva molto frequente e può manifestarsi in modi diversi: paure intense, difficoltà a separarsi dai genitori, agitazione, evitamento o sintomi somatici (mal di pancia, mal di testa…). Alcune ansie sono comuni in età evolutiva, altre sono un segnale di disagio che potrebbe strutturarsi in età successive.
Lo psicologo infantile aiuta a comprendere le cause dell’ansia e a sostenere lo sviluppo emotivo del bambino, offrendo strumenti adeguati anche ai genitori. Il supporto di uno psicologo per bambini permette di riconoscere i sintomi e affrontare nel miglior modo possibile la situazione che coinvolge il bambino intervenendo precocemente prima che il sintomo si strutturi in forme patologiche.
Psicologo per bambini per difficoltà scolastiche, ansia scolastica e DSA
L’ansia può interferire negativamente nel percorso scolastico determinando difficoltà di apprendimento e conseguentemente bassa autostima.
Uno psicologo infantile, in collaborazione anche con altri professionisti, lavora per comprendere se si tratta di una difficoltà transitoria o di un disagio più strutturato. Il bambino che prima di andare a scuola manifesta lamentele somatiche sta comunicando un disagio a separarsi dalle figure familiari, ma forse potrebbe esserci anche una difficoltà negli apprendimenti che genera in lui insicurezza e fatica nel contesto scolastico. Tra gli interventi più frequentemente adottati in questi casi troviamo la terapia cognitivo comportamentale bambini o un percorso con un tutor DSA.
Disregolazione emotiva e gestione della rabbia: bambino aggressivo come intervenire?
I bambini, già da piccoli, sperimentano rabbia. Tra tutte le emozioni di base è quella che più frequentemente mette in difficoltà i genitori. I bambini in particolare possono avere difficoltà nell’espressione della rabbia e nella sua gestione ad esempio manifestando comportamenti oppositivi, disregolati, chiudendosi alla relazione con l’altro o con crisi incontenibili.
Lo psicologo infantile aiuta a comprendere le cause della rabbia favorendo l’autoregolazione emotiva nel bambino e dando ai genitori una chiave di lettura per intervenire adeguatamente e per per favorire un maggiore equilibrio emotivo. Uno psicologo per bambini aiuta a dare significato a ciò che appare come “comportamento problematico” suggerendo strategie efficaci per affrontare nel migliore dei modi la situazione di disagio manifestata dal bambino.
Comportamento oppositivo, esplosivo e disturbo oppositivo provocatorio
Tra i disturbi comportamentali dei bambini, il comportamento oppositivo rappresenta una difficoltà frequente in ambito familiare e scolastico. I bambini con questa diagnosi mostrano comportamenti di sfida, ostilità e rabbia verso le figure che ricoprono un ruolo di autorità nel contesto, tendono a non rispettare le regole e a manifestare un atteggiamento accusatorio nei confronti degli altri a causa di un proprio comportamento scorretto. In altri casi, i bambini mostrano difficoltà nella regolazione emotiva, con comportamenti intensi e difficili da contenere.
Lo psicologo per bambini lavora sul significato relazionale di questi comportamenti, aiutando il bambino e i genitori a costruire nuove modalità di relazione più funzionali.
Autostima nei bambini e sviluppo dell’identità
Lo sviluppo emotivo del bambino passa anche attraverso la costruzione dell’autostima. Quest’ultima si può definire come l’immagine che il bambino ha di se stesso e che si è costruito sulla base delle relazioni che ha instaurato con le persone significative. Un bambino con bassa autostima si sentirà meno capace di fronteggiare le difficoltà che incontrerà nel suo percorso di vita.
Uno psicologo infantile sostiene il bambino nel riconoscere le proprie risorse, i propri punti di forza, al fine di costruire un’immagine di sé più stabile che resista anche nei momenti di sconforto ad esempio in seguito a un insuccesso scolastico o a un fallimento nelle relazioni amicali. Avere una buona autostima è sicuramente un fattore protettivo nello sviluppo di ogni individuo.
Fobie nei bambini (fobia scolare) e paure evolutive (ansia da separazione)
Le fobie possono emergere in diverse fasi della crescita. Alcune fobie sono transitorie e legate alla fase evolutiva che il bambino sta attraversando, altre destano maggior preoccupazione ed è consigliabile chiedere aiuto a un professionista per esplorare la natura di queste paure e trovare strategie utili per superarle. L’ansia da separazione per esempio può manifestarsi con rifiuto della scuola o forte dipendenza dai genitori.
La psicoterapia infantile permette di affrontare queste paure in modo graduale e aiuta il bambino a costruire maggiore sicurezza, attraverso strumenti come il gioco terapeutico, il disegno, l’invenzione di storie fantastiche.
Difficoltà di addormentamento nei bambini
Le difficoltà legate al sonno e all’addormentamento possono essere segnali di un disagio più profondo. Bambini che hanno instaurato una relazione simbiotica con la figura di accudimento mostrano spesso maggiori fatiche nelle fasi di distacco e l’addormentamento mette in luce proprio questo disagio.
Uno psicologo per bambini aiuta a comprendere le dinamiche emotive sottostanti alle fatiche del sonno e dell’addormentamento aiutando al tempo stesso i genitori a sostenere l’autonomia del proprio figlio promuovendo fiducia e sicurezza in lui e nelle sue capacità.
Enuresi, encopresi e difficoltà evolutive
L’enuresi, banalmente detta “farsi la pipì addosso”, può essere legata a fattori emotivi specialmente in quei bambini che hanno già raggiunto un controllo sfinterico. Pipì e cacca rappresentano a livello psicologico una componente emozionale che evidentemente il bambino/a fatica a esprimere. Capita spesso di incontrare bambini stitici che al tempo stesso hanno difficoltà nell’espressione della rabbia.
Lo psicologo infantile aiuta a comprendere il significato del sintomo portato dal bambino per poi intraprendere un percorso di supporto psicologico volto a lavorare sulle difficoltà emotive sottostanti al sintomo. Aiutare il bambino a esprimere in modo adeguato le emozioni potrebbe aiutarlo a non manifestare più encopresi o enuresi.
Mutismo selettivo, ADHD e autismo
Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia che si manifesta in età evolutiva ed è caratterizzato dall’assenza di comunicazione verbale soprattutto in alcune situazioni sociali. Si definisce selettivo poiché il bambino riesce a esprimersi verbalmente solo con alcune persone o in dati contesti ma non in altri.
L’ADHD ovvero il disturbo da deficit di attenzione e iperattività può coinvolgere diverse persone di età differenti. Si stima che circa il 5-7% della popolazione infantile sia interessato da questo disturbo che comporta difficoltà a mantenere l’attenzione, un’eccessiva attività motoria o irrequietezza e impulsività con un impatto significativo sulla vita quotidiana, sia a casa che a scuola.
L’autismo, meglio definito come Disturbo dello Spettro Autistico, è una condizione innata del neurosviluppo che influenza il modo in cui una persona percepisce il mondo e interagisce con gli altri. Tra le caratteristiche di questo quadro è possibile trovare: difficoltà nella comunicazione e interazione sociale, comportamenti ripetitivi e stereotipati, interessi ristretti.
Tutte e tre le condizioni sopra descritte richiedono un intervento specialistico preceduto dalla formulazione di una diagnosi. Lo psicologo dell’età evolutiva collabora con altri professionisti per un intervento integrato.
Psicologo per bambini in caso di separazione dei genitori e cambiamenti familiari
Nella vita possono accadere eventi definiti traumatici perché sconvolgono gli equilibri precedentemente raggiunti. Tra questi, nello sviluppo di un bambino, possiamo individuare ad esempio la separazione dei genitori. È importante osservare eventuali cambiamenti nel bambino, quali il ritmo sonno-veglia, una maggior irritabilità, frequenti scoppi di rabbia, minor appetito, fatica nel controllo sfinterico precedentemente raggiunto e così via. Spesso il bambino attraverso questi comportamenti comunica un disagio nell’adattarsi alla nuova realtà e può essere necessario un supporto da parte di uno psicologo per bambini il quale può favorire l’elaborazione emotiva di questo ed altri cambiamenti.
Supporto psicologico genitori e figli: lavorare con tutta la famiglia
Il sostegno psicologico minori non può prescindere dal coinvolgimento dei genitori. Un lavoro focalizzato solo ed esclusivamente sul bambino non è efficace poiché il bambino è inserito in una rete di relazioni, prima fra tutte quella tra lui e i suoi genitori.
Uno psicologo infantile affianca la famiglia attraverso percorsi di consulenza genitoriale, offrendo uno spazio di riflessione condivisa al fine di dare ai genitori “chiavi di lettura” adatte a decifrare il messaggio che il bambino sta esprimendo con il suo disagio.
Psicologia infantile 2 anni, 3 anni e prime fasi dello sviluppo
Nei primi anni di vita, come documentato dagli studi inerenti alla psicologia infantile 2 anni o nella psicologia infantile 3 anni, i segnali di disagio possono essere più difficili da interpretare poiché il bambino esprime il disagio attraverso il corpo prima ancora che con il linguaggio.
Anche con bambini piccoli, uno psicologo infantile aiuta i genitori a leggere questi segnali intervenendo nel modo più adeguato possibile e sostenendo lo sviluppo del bambino.
Psicodiagnosi e valutazione con lo psicologo infantile in età evolutiva
La valutazione è un momento fondamentale del percorso psicologico con il bambino e la sua famiglia. Non si può intervenire senza aver inquadrato la situazione da un punto di vista diagnostico ovvero individuando punti di forza e fragilità del funzionamento di un bambino.
A tal fine, lo psicologo infantile utilizza diversi strumenti in base all’età del bambino: il disegno, il colloquio e il gioco oltre alla somministrazione di alcuni test. La valutazione diagnostica prevede l’integrazione di tutti questi strumenti e si conclude con un colloquio di restituzione con i genitori.
La psicoterapia in età evolutiva può essere proposta, al termine del percorso di valutazione, quando emerge la necessità di un intervento clinico strutturato per lavorare sulle aree di fragilità riscontrate.
Psicologo età evolutiva a Milano: un riferimento per bambini e famiglie
Il nostro studio offre alle famiglie percorsi di supporto con psicologo infantile e psicologo per bambini a Milano e provincia. Può capitare che i genitori si sentano in difficoltà per alcuni comportamenti mostrati dal figlio e non sappiano come intervenire. Una prima fase di consulenza psicologica può aiutarli a orientarsi capendo il significato nascosto dietro il comportamento del figlio e individuando le strategie più opportune per risolvere la situazione problematica.
Psicologo infantile Milano e provincia: uno spazio di cura e ascolto
Accogliamo famiglie da Milano e comuni limitrofi (Milano Centro, Novate Milanese, Rho, Arese, Bollate, Cormano, Bresso, Garbagnate Milanese, Lainate, Desio, Paderno Dugnano, Limbiate, Senago, Castellanza, e online), offrendo percorsi personalizzati di psicoterapia infantile e sostegno psicologico genitoriale.
Il lavoro della psicologa infantile si basa su un approccio integrato, attento al contesto familiare e relazionale, raccogliendo la storia di vita del bambino, spesso intrecciata a quella dei genitori, al fine di supportare l’intero sistema famigliare e promuovendo un maggior benessere di tutti i membri della famiglia.
Come capire se serve uno psicologo per bambini
Quali sono i segnali di disagio più comuni nei bambini? Non sempre è immediato comprendere quando un comportamento rientra nello sviluppo e quando invece richiede attenzione. Tra i principali segnali indicatori di un possibile disagio, è possibile individuare:
- Difficoltà comportamentali: aggressività marcata, impulsività, oppositività, rabbia intensa (fatica a rispettare le regole del sistema adulto), eccessiva insicurezza
- Difficoltà scolastiche: calo del rendimento, rifiuto di andare a scuola
- Fatiche relazionali: litigi frequenti e difficoltà con i coetanei, eccessiva dipendenza dal giudicio altrui, ritiro sociale e isolamento, ansia, bassa autostima
- Alterazioni nel tono dell’umore: eccessiva tristezza, euforia, irritabilità
- Difficoltà nel sonno o nell’alimentazione
- Ansia nei bambini (paure intense, difficoltà di separazione)
- Comportamenti regressivi: enuresi, encopresi, fatica nel raggiungimento dell’autonomia
Uno psicologo infantile aiuta a leggere questi “campanelli d’allarme” distinguendo tra disagio transitorio o disturbo psicologico che si sta strutturando nel contesto dello sviluppo psicologico del bambino. Intervenire precocemente significa sostenere in modo efficace lo sviluppo prevenendo lo strutturarsi di disturbi in età successive.
Quando portare un bambino da uno psicologo infantile
È utile rivolgersi a uno psicologo per bambini quando:
Il disagio persiste nel tempo
Il comportamento interferisce con la vita quotidiana e nei diversi contesti (scuola, famiglia)
Il bambino è “diverso” rispetto al solito
Una prima fase di consulenza con uno psicologo infantile può offrire la possibilità di capire cosa sta succedendo dando ai genitori delle chiavi di lettura utili per sostenere il figlio nel miglior modo possibile.
Psicoterapia infantile: come funziona
La psicoterapia infantile è un percorso strutturato che tiene conto delle caratteristiche specifiche dell’età evolutiva e segue generalmente a una fase di consulenza o valutazione diagnostica.
A differenza della psicoterapia individuale con gli adulti, La psicoterapia infantile utilizza strumenti adeguati all’età del bambino come il gioco e il disegno, oltre alla relazione. Questi strumenti permettono allo psicologo di accedere al mondo interno del bambino in modo naturale e rispettoso.
Il percorso di consulenza psicologica infantile prevede generalmente:
- Colloquio iniziale con i genitori per individuare il problema principale e raccogliere la storia di vita del bambino.
- Incontri individuali con il bambino, da solo o in presenza del genitore se ci sono fatiche nel distacco dalla figura familiare.
- Incontro di restituzione sia con il bambino che con i genitori, in momenti distinti e separati per promuovere il confronto
- Eventuale integrazione con rimandi da altri contesti, ad esempio può essere utile interfacciarsi con gli insegnanti al fine di lavorare in un’ottica di rete e promuovere il benessere del bambino in svariati contesti.
La psicoterapia infantile che può essere proposta dopo una prima fase di consulenza psicologica, è strutturata in incontri periodici con il bambino e non si limita a “eliminare il sintomo”, ma favorisce lo sviluppo di competenze emotive, relazionali e cognitive, sostenendo il benessere complessivo del bambino.
Psicoterapia infantile: il gioco come strumento
Il gioco terapeutico è uno degli strumenti principali, attraverso cui il bambino può esprimere emozioni e vissuti. Esempi di giochi utilizzati in terapia possono essere: gioco con gli animali di plastica, costruzione con i Lego, gioco simbolico con bambole o peluche, giochi miniaturizzati come la casetta con i vari personaggi, teatrino con le marionette, manipolazione di plastilina…
Al gioco si affianca il disegno come ulteriore strumento che può essere utilizzato nel supporto psicologico dei bambini. Il disegno sia con matite che con pennarelli o acquarelli al fine di promuovere libertà espressiva nel bambino del suo mondo interno.
Uno psicoterapeuta età evolutiva costruisce un percorso su misura, integrando il lavoro con il bambino con i racconti riportati dai genitori.
La psicoterapia infantile non è solo un intervento sul sintomo, ma un percorso di promozione dello sviluppo del bambino.
Il ruolo dell’EMDR nella psicoterapia infantile
L’EMDR per bambini (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) rappresenta uno strumento efficace all’interno della psicoterapia infantile, particolarmente indicato quando il bambino ha vissuto esperienze stressanti o traumatiche. Attraverso procedure adattate all’età, spesso integrate con il gioco terapeutico, l’EMDR aiuta il bambino a rielaborare ricordi emotivamente intensi che possono influenzare il suo comportamento e il suo benessere. Lo psicologo infantile utilizza questo approccio in modo graduale e rispettoso, favorendo una migliore integrazione delle esperienze e sostenendo lo sviluppo di una maggiore sicurezza emotiva.
FAQ – Sullo Psicologo Infantile
Quando portare un bambino dallo psicologo infantile?
È utile rivolgersi a uno psicologo infantile quando alcuni comportamenti persistono nel tempo e interferiscono nella vita quotidiana. Aspettare sperando che la situazione migliori non sempre è la soluzione migliore: anche un dubbio o una preoccupazione possono essere un buon motivo per un primo confronto con uno specialista dell’età evolutiva. Un intervento preventivo impedisce la strutturazione di un disturbo in età successive.
Cosa fa lo psicologo infantile durante le sedute?
Durante gli incontri, lo psicologo infantile utilizza diversi strumenti adatti all’età del bambino, come il gioco, il disegno, il colloquio e la narrazione. Attraverso queste modalità, il bambino può esprimere emozioni e vissuti in modo spontaneo e naturale. Lo psicologo integra quanto il bambino esprime con i vari strumenti, con i racconti dei genitori al fine di costruire un intervento mirato.
Quanto dura una psicoterapia infantile?
La durata di una psicoterapia infantile varia in base al sintomo portato dal bambino e agli obiettivi del percorso. In alcuni casi possono essere sufficienti pochi incontri di consultazione; in altri, è utile un percorso più continuativo. La durata e l’andamento del percorso di psicoterapia viene sempre condivisa con i genitori e rivalutata nel tempo.
È necessario il coinvolgimento dei genitori?
Sì, il coinvolgimento dei genitori è parte integrante e indispensabile del percorso con il bambino. Il lavoro con uno psicologo per bambini prevede momenti di confronto con gli adulti di riferimento, perché il cambiamento del bambino è possibile solo coinvolgendo il contesto familiare nel quale il bambino vive e si relaziona.
Lo psicologo per bambini lavora anche con la scuola?
Si, quando necessario e previo consenso dei genitori, lo psicologo per bambini può collaborare con la scuola attraverso momenti di confronto con gli insegnanti. Questo permette di comprendere meglio le difficoltà del bambino promuovendo il benessere in diversi contesti e costruendo interventi più efficaci e coerenti nel tempo.
Qual è la differenza tra psicologo infantile e neuropsichiatra?
Lo psicologo infantile rientra tra le professioni sanitarie, ma non è un medico e si occupa prevalentemente della valutazione e dell’intervento psicologico del bambino. Il neuropsichiatra infantile è un medico e può effettuare diagnosi mediche oltre a prescrivere farmaci. Spesso le due figure collaborano, soprattutto nei casi più complessi al fine di rendere l’intervento più efficace.
Come capire se un bambino ha bisogno di aiuto?
Un bambino può avere bisogno di supporto quando mostra cambiamenti significativi nel comportamento, difficoltà emotive persistenti o segnali di sofferenza (è un bambino “diverso” dal solito). Uno psicologo infantile può aiutare a leggere questi segnali e a comprendere se e come intervenire per alleviare la sofferenza manifestata dal bambino.
La psicoterapia infantile funziona davvero?
La psicoterapia infantile è efficace quando costruita su misura del bambino e c’è alleanza con la famiglia. Aiuta a comprendere il significato dei comportamenti, a sviluppare competenze emotive e a favorire un miglior equilibrio psicologico nel tempo.
È possibile fare consulenza genitoriale senza il bambino?
Sì, è possibile. Può capitare che il lavoro con lo psicologo infantile si sviluppi in una consulenza genitoriale ovvero uno spazio dedicato ai genitori, senza la presenza diretta del bambino, per comprendere meglio le difficoltà del figlio e trovare strategie educative più efficaci.
Il bambino deve sapere perché va dallo psicologo?
Sì, è importante spiegare al bambino, con parole adeguate alla sua età, il motivo dell’incontro con il professionista. Presentare lo psicologo infantile come una persona esperta di bambini che aiuta a capire meglio emozioni e difficoltà, favorisce un clima di fiducia e getta le basi per un lavoro proficuo.
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Studio Tenca Venturi – Psicologi per i genitori e genitorialità.