Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo di origine neurobiologica che inizia nell’infanzia o nella preadolescenza e si manifesta attraverso alcuni sintomi neurocomportamentali. In particolare, vi sono cambiamenti dei periodi di attenzione con difficoltà di concentrazione, iperattività o impulsività a cui segue una possibile compromissione:
- del funzionamento sociale,
- dello svolgimento delle attività quotidiane,
- della prestazione scolastica
- e della continuità nell’attività lavorativa.
Spesso si pensa all’ADHD come a un disturbo dell’infanzia e dell’adolescenza e che le persone lo superino una volta adulte. Tuttavia il 60% delle persone a cui sia stata diagnosticato l’ADHD da bambino continuerà ad avere sintomi anche in età adulta.
In generale, si tratta di un disturbo che può influenzare significativamente il funzionamento quotidiano di bambini e adulti, richiedendo una comprensione approfondita e un supporto mirato.
ADHD sintomi
La diagnosi o il sospetto di trovarsi di fronte ad un bambino con un deficit dell’attenzione e dell’autocontrollo viene posta sempre più precocemente. Gli insegnanti di scuola dell’infanzia si confrontano spesso con questo dubbio e si trovano a condividerlo con i genitori proprio quando si avvicina il momento del passaggio alla scuola primaria. È lì, infatti, che la capacità di fissare attività e pensieri e rispettare le regole comportamentali di gruppo diventano una competenza fondamentale non più rimandabile.
Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività nei bambini
I primi segnali del disturbo possono essere appunto presenti già durante l’infanzia, in genere a scuola, dove le difficoltà di concentrazione e l’iperattività motoria tendono a essere più evidenti e spesso a costituire un problema. Nei bambini infatti, l’ADHD può avere un impatto significativo sulla loro capacità di apprendimento e interazioni sociali. La mancanza di attenzione può influenzare le prestazioni scolastiche, mentre l’iperattività e l’impulsività possono rendere difficile seguire regole e istruzioni.
ADHD negli Adulti
I sintomi dell’ADHD in età adulta più significativi possono rendere problematico l’adattamento al contesto di vita e consistono in:
- difficoltà nella pianificazione e nell’organizzazione,
- irrequietezza
- e impulsività.
In aggiunta ai sintomi tipici di disattenzione, iperattività e impulsività utilizzati come criteri diagnostici, si può riscontrare anche la presenza di altri sintomi come ad esempio:
- dis regolazione emotiva,
- disturbi del sonno,
- “mind wandering” (la tendenza della mente a vagare),
- “iper focusing” (il totale assorbimento in un’attività)
- e “sensation seeking” (la ricerca di sensazioni forti e di novità).
ADHD Sottotipi
Nell’adulto con ADHD possono prevalere alcuni sintomi piuttosto che altri. Questo consente di distinguere tra diverse manifestazioni del disturbo, ovvero:
- manifestazione con disattenzione predominante;
- manifestazione con iperattività/impulsività predominanti;
- manifestazione combinata.
Le diverse manifestazioni possono suggerire diversi livelli di gravità del disturbo e/o associarsi ad altri disturbi psicologici.
Cause dell’ADHD
L’ADHD è un disturbo complesso, le cui cause esatte non sono ancora state completamente comprese. Ciò che emerge è che diversi fattori possono contribuire allo sviluppo di questa condizione.
L’origine del disturbo ha infatti diverse cause e la possibilità che diventi un’eredità genetica è stata riconosciuta al 70‐80%. Tra gli altri fattori che possono avere un ruolo nel decorso dell’ADHD ci sono alcune condizioni biologiche, psicologiche e anche ambientali tra cui l’esposizione agli inquinanti atmosferici.
La ricerca ha mostrato un’origine neurobiologica del disturbo: sono noti gli effetti di eventi avversi come parto distocico, ipossia perinatale, basso peso alla nascita; è riconosciuta anche una complessa componente genetica: i soggetti ADHD sono circa il 5% della popolazione scolastica mondiale e la familiarità è riconosciuta per il 30-35% come ereditaria in linea paterna.
Anche i fattori ambientali o metabolici possono avere un ruolo nell’insorgenza della sintomatologia: ad esempio, gravi deprivazioni, stress familiare, possibili intolleranze alimentari ma anche l’inquinamento atmosferico, anche se su quest’ultimo punto è necessario raccogliere ulteriori conferme tramite nuove ricerche.
Diagnosi del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
L’ADHD può manifestarsi in modi diversi da persona a persona: mentre alcuni individui potrebbero essere più inclini alla componente dell’iperattività, altri potrebbero sperimentare principalmente problemi di attenzione.
Inoltre spesso l’ADHD può presentarsi insieme ad altre condizioni come disturbi dell’umore (ansia o depressione), disturbi del comportamento e dell’apprendimento, disturbi dello spettro autistico, disturbi del sonno e dipendenze.
Queste variazioni individuali e comorbilità possono rendere la diagnosi un processo sfidante e richiedere un intervento multidisciplinare mirato.
La diagnosi di ADHD inoltre non si basa solo sulla presenza/assenza di sintomi, ma anche sulla valutazione del loro impatto sulla vita quotidiana della persona.
Per tutti questi motivi, essa dovrebbe essere svolta da professionisti della salute mentale qualificati, come psicologi o psichiatri, che valutano attentamente i sintomi e la storia clinica del paziente, anche col supporto di test.
Trattamento e gestione dell’ADHD
Ad oggi esistono metodi che permettono di alterare in modo permanente il substrato neurochimico e neuropsicologico del disordine, ma non si sono ancora trovate strategie di completa “guarigione”. Pertanto la terapia per l’ADHD si basa su un approccio che include sia interventi psicosociali che terapie mediche.
I genitori, gli insegnanti e lo stesso soggetto devono sempre essere coinvolti nella messa a punto di un programma terapeutico individualizzato, sulla base dei sintomi più severi e dei punti di forza identificabili nel singolo individuo.
La finalità del trattamento è quella di massimizzare le strategie e le capacità di far fronte alle difficoltà.
Approcci Terapeutici per l’ADHD
Secondo le linee guida italiane, in accordo con le indicazioni europee, la terapia per il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività si basa su un approccio multimodale che combina interventi psicosociali con terapie mediche.
Ogni intervento va adattato alle caratteristiche del soggetto in base all’età, alla gravità dei sintomi, ai disturbi secondari, alle risorse cognitive, alla situazione familiare e sociale.
Terapia Comportamentale
La terapia comportamentale è un elemento chiave nel trattamento dell’ADHD. Gli interventi comportamentali mirano a migliorare le abilità di organizzazione, gestione del tempo e strategie di adattamento. La terapia può includere tecniche di rinforzo positivo, l’insegnamento di strategie di autocontrollo, il Parent Training e il Teacher Training.
Parent Training
Attraverso il Parent Training è possibile educare i genitori sui problemi dello sviluppo del loro figlio, indirizzando le loro aspettative e insegnando strategie per mantenere la disciplina.
Più in particolare, i genitori ricevono informazioni scientifiche sul quadro clinico e imparano a comprendere le cause e gli effetti funzionali dei sintomi e inoltre a elaborare stili educativi che siano il più comprensibili e omogenei possibile, coerenti e costanti.
Inoltre, poiché si tratta di problematiche che possono incidere profondamente anche sull’assetto familiare in termini organizzativi, relazionali ed affettivi, l’ideale sarebbe che il Parent Training si svolgesse in un gruppo, poiché grazie all’incontro con altri genitori coinvolti in tale esperienza si produce una sensazione di sollievo e il fatto di imparare insieme ad altri si rivela di grande utilità. Crescere con un bambino disattento, impulsivo e iperattivo, infatti, spesso rappresenta una sfida impegnativa e faticosa: molteplici sono le incertezze e le pressioni che influenzano l’agire educativo e possono emergere emozioni intense e difficili da gestire, rendendo le interazioni quotidiane complesse e problematiche.
Teacher Training
Attraverso il Teacher Training invece vengono fornite indicazioni agli insegnanti sulla strutturazione e organizzazione dell’ambiente scolastico considerando le caratteristiche e i bisogni specifici del bambino, al fine di migliorare la capacità di attenzione e motivazione all’apprendimento e favorire la relazione con i pari. Possono ad esempio risultare efficaci strategie come ambienti di apprendimento strutturati, riduzione delle distrazioni o l’assegnazione di compiti in piccoli passaggi.
Psicoterapia
Con la psicoterapia, è inoltre possibile intervenire sugli altri disturbi o sintomi spesso associati all’ADHD.
Tra i diversi possibili approcci psicoterapeuti, in caso di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, spesso viene utilizzata la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a identificare e modificare schemi di pensiero e comportamento dannosi o disfunzionali e può quindi essere utile per gestire le emozioni e migliorare la capacità di focalizzarsi e controllare gli impulsi. In ogni caso, al di là dello specifico orientamento, l’efficacia della terapia non può prescindere dalla “relazione come cura” e quindi dalla buona relazione terapeutica che viene instaurata, caratterizzata da un clima supportivo basato su accettazione e non giudizio.
Trattamenti Farmacologici per l’ADHD
In alcuni casi, possono essere prescritti farmaci stimolanti per aiutare a controllare i sintomi. La terapia farmacologica ADHD agisce direttamente a livello organico, attraverso principi attivi che esercitano un’azione sul funzionamento del cervello. I farmaci psicostimolanti come il metilfenidato possono essere prescritti per trattare l’ADHD. Questi farmaci aiutano a migliorare la concentrazione e la capacità di controllare gli impulsi, ma devono essere prescritti e monitorati attentamente da un professionista sanitario, con visite mensili volte a valutare l’efficacia del trattamento e i potenziali effetti collaterali.
Altri interventi non Farmacologici
Esistono anche altri approcci non farmacologici che possono essere integrati nell’affrontare l’ADHD, concordandoli con un professionista sanitario. Ad esempio, si sono raccolte evidenze scientifiche sul ruolo promettente dei benefici dell’attività motoria, sia da un punto di vista genetico e per lo sviluppo delle funzioni esecutive (es. pianificazione, organizzazion,e etc.), sia per la riduzione della sintomatologia e per la crescita complessiva della persona.
Utili anche:
- l’ambiente naturale, che ha un effetto calmante e permette di evitare il sovraccarico sensoriale;
- modifiche nella dieta (ad esempio, è stato riscontrato che l’assunzione di zuccheri influisce negativamente sulla sintomatologia dell’ADHD)
- e anche tecniche di gestione dello stress come la meditazione o la mindfulness.
Il ruolo dell’attività motoria nel Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
Vi sono evidenze acclarate che l’attività aerobica produce cambiamenti funzionali nel cervello (Best, 2010). Diverse ricerche hanno mostrato ad esempio come esercizi aerobici a bassa-moderata intensità, combinata con un ambiente coinvolgente e stimolante, conduce a robuste e durature strutturazioni morfologiche del cervello relative all’apprendimento e ai centri della memoria (Diamond, 2006 – Pesce et al., 2009), regioni cerebrali che normalmente comunicano poco in caso di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e che sono coinvolte nello sviluppo delle funzioni esecutive.
A sua volta, l’attività motoria ad alta intensità produce immediati cambiamenti neurochimici: al termine dell’attività ci sono performance significative nel richiamo immediato delle parole e nella memoria a breve termine, l’apprendimento risulta superiore dopo una corsa breve e intensa piuttosto che dopo una corsa lenta o un periodo di rilassamento; la camminata intensa ha effetti benefici su lettura e comprensione del testo scritto nei bambini.
Alcune ricerche mostrano che vi sono inoltre risultati significativi sulle funzioni esecutive (ad esempio, migliorano le performance in matematica supportate da una maggiore attivazione della corteccia prefrontale) e dai report dei genitori, i bambini che hanno svolto attività aerobica durante il giorno la sera sono notevolmente più tranquilli rispetto ai giorni che non fanno attività. Gli insegnanti riportano che questo clima di maggiore concentrazione e interazioni sociali positive si mantiene anche per il giorno successivo.
La maggior parte degli esercizi motori coinvolgono attività cognitive (gli sport di gruppo richiedono abilità cognitive complesse per cooperare in squadra, anticipare mosse e strategie dei compagni e degli avversari, adattarsi a continui e repentini cambiamenti) e probabilmente, le abilità cognitive richieste dallo sport di squadra si trasferiscono alle funzioni esecutive.
In ogni caso, anche la scelta dell’attività sportiva in cui inserire un bambino affetto da un disturbo del neurosviluppo quale l’ADHD va effettuata con cura perché si basa su una delicata combinazione tra le diverse caratteristiche del disturbo, le peculiarità individuali del bambino/ragazzo, gli aspetti tipici delle attività sportive e la necessità organizzative, economiche ed emotive dei genitori (Pitozzi, 2022).
Mindfulness e Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
La pratica della mindfulness consiste nella capacità di sviluppare e mantenere un’attenzione consapevole: mindfulness significa infatti “prestare attenzione al momento presente, con intenzione e in modo non giudicante”.
L’efficacia della mindfulness come approccio terapeutico sia in età adulta che in età evolutiva è stata dimostrata in numerose condizioni cliniche sia di natura organica sia di natura psicologica.
Nonostante la necessità di ulteriori ricerche, dagli studi a disposizione sembra che anche questa pratica di consapevolezza possa essere un valido metodo integrativo o alternativo per trattare deficit delle funzioni esecutive e potenziare competenze cognitive e sociali nei soggetti con ADHD.
CONCLUSIONI
In conclusione, l’ADHD è un disturbo complesso che richiede un approccio integrato e un sostegno a più livelli.
È essenziale educare e sensibilizzare sul Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, comprenderne la complessità, adottare approcci terapeutici diversificati e accedere al sostegno sociale. Questi rappresentano dei pilastri fondamentali per gestire efficacemente questa condizione, migliorare la qualità della vita di coloro che ne sono affetti, sia bambini che adulti e garantire loro la possibilità di raggiungere il pieno potenziale in un mondo spesso sfidante.
ADHD Riferimenti bibliografici e fonti
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