Violenza di genere e violenza domestica: ce ne parla La Dott.ssa Simona Raspelli, collaboratrice dello Studio Associato Tenca Venturi, psicologa e counselor che da diversi anni si occupa di prevenzione alla violenza di genere e domestica e di violenza psicologica sulle donne.
Iniziamo con qualche definizione.
CHE COSA S’INTENDE PER VIOLENZA DI GENERE?
La “violenza contro le donne” è ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi, o che possa provocare, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata (ONU, Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, Art. 1, 1993).
CHE COSA S’INTENDE PER VIOLENZA DOMESTICA?
La “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima (Convenzione di Istanbul, legge 77/2013).
CHE COSA SAPPIAMO SUL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE?
Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato le violenze degli uomini contro le donne come un problema di salute pubblica: si tratta infatti della forma di violazione dei diritti umani più diffusa in tutti i paesi e in tutte le classi sociali, con importanti implicazioni per l’uguaglianza di genere ed è ancora largamente sottostimata dai dati amministrativi e giudiziari.
In Italia 6 milioni 788 mila donne (31,5%) ha subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, 1 su 10 prima dei 16 anni (nell’80% dei casi da persone conosciute. 4.4 milioni hanno subito violenza psicologica dal partner. 3,5 milioni stalking, di cui la maggior parte (2 milioni) da parte di un ex partner (Fonte Istat).
DONNE VITTIME DI VIOLENZA: QUALI SONO I DATI SULLA VIOLENZA DI GENERE?
Risulta che il 35% delle donne nel mondo ha subito qualche forma di violenza da parte di un uomo almeno una volta nella vita (Fonte OMS).
In particolare:
- 20,2 % ha subito violenza fisica;
- 21 % ha subito violenza sessuale;
- 5,4 % ha subito stupri e tentati stupri (652.000 stupri e 746.000 tentati stupri);
- 11,8% ha subito violenza da parte del partner durante la gravidanza (10,2% nel 2006);
- solo il 35% delle donne che hanno subito violenza ritiene di essere vittima di un reato;
- 44,0% considera l’episodio sbagliato, ma non reato;
- solo il 12,3% ha sporto denuncia per aggressione alle forze dell’ordine;
- 65% dei figli hanno assistito alla violenza sulla madre (60,3% del 2006); nel 25% dei casi, i figli sono coinvolti nella violenza.
Le donne vittime di violenza nel corso della propria vita sono:
- Separate/divorziate (51,4% rispetto alla media del 31,5%).
- Tra i 25 e 44 anni (35,4% rispetto 31,5%).
- Istruite (42,5% istruzione post-secondaria rispetto 31,5).
- Donne in cerca di lavoro.
- Le donne straniere subiscono di più violenza fisica (25,7% rispetto 19,6% delle italiane), soprattutto da partner/ex partner, meno quella sessuale (16,2% rispetto 21,5%), ma nelle forme più gravi (stupri o tentati stupri).
- Disabili (36,6% delle donne con limitazioni gravi).
(Fonte Istat 2014)
QUALI SONO I TIPI DI VIOLENZA SULLE DONNE?
Violenza fisica sulle donne: percosse, spintoni, pugni e ogni altra azione che possa lasciare segni o lesioni più o meno evidenti, fino all’omicidio.
Violenza sessuale: ogni forma di costrizione a rapporti o ad azioni sessuali non voluti dalla donna, o alla visione o produzione di materiale pornografico.
Violenza psicologica sulle donne: comprende tutti quegli atteggiamenti che svalutano e umiliano la donna, attraverso continue manipolazioni verbali e non verbali.
Violenza economica: ogni azione rivolta a controllare, limitare l’autonomia economica della donna.
Stalking: azioni persecutorie continuative, messe in atto dalla persona da cui la donna si è allontanata (e.g., pedinamenti, telefonate, invio di messaggi).
CHE COS’E’ LA VIOLENZA ASSISTITA?
Qualsiasi forma di violenza che subisce la madre in presenza di figli/e.
CI SONO SITUAZIONI CHE POSSONO ESPORRE A MAGGIORE RISCHIO?
La violenza può manifestarsi nei momenti di crisi e/o di cambiamento nella vita della coppia come ad esempio con la gravidanza, dove c’è una situazione di maggior dipendenza affettiva ed economica e aumentano le responsabilità e preoccupazioni, e nel momento in cui la donna decide di separarsi. In caso di separazione, tra l’altro, la violenza può continuare attraverso i legami relazionali comuni, spesso attraverso i figli.
QUALI SONO I SEGNALI DELLA VIOLENZA?
Alcuni segnali di violenza sono:
- La gelosia (la gelosia eccessiva rispecchia un bisogno di possesso);
- Il controllo ossessivo;
- L’isolamento;
- La critica continua;
- La tendenza ad attribuire alla donna la colpa di ogni cosa;
- La libertà limitata;
- Una presenza eccessiva;
- Minacce e insulti;
- Accanimento contro oggetti (e.g., sbattere le porte, rompere oggetti, tirare pugni al tavolo, ecc.);
l’instabilità emotiva.
QUAL È LA DIFFERENZA TRA CONFLITTO E MALTRATTAMENTO?
Nel conflitto sono mantenute parità e simmetria e le identità individuali,i si concentra su un tema specifico. Non c’è escalation, e non è presente paura o annichilimento e riguarda un tempo definito.
Nel maltrattamento invece, le reazioni violente diventano un modello di rapporto all’interno della relazione, dove viene a mancare la reciprocità. Non c’è focus su un tema specifico e ci sono escalation della violenza, paura, ciclicità e differenza di genere.
IL CICLO DELLA VIOLENZA CONIUGALE
Il ciclo della violenza è da intendersi come “il progressivo e rovinoso vortice in cui la donna viene inghiottita dalla violenza continuativa, sistematica, e quindi ciclica, da parte del partner” (L. Walker, 1979) e si sviluppa in tre fasi:
- FASE 1 – COSTRUZIONE DELLA TENSIONE: la tensione cresce con l’accumularsi di microconflittualità quotidiana e accumulo di stress.
- FASE 2 – ESPRESSIONE DELLA VIOLENZA: con il presentarsi di situazioni di pericolo e spesso richieste di aiuto esterno da parte della donna maltrattata.
- FASE 3 – LUNA DI MIELE, con promesse di cambiamento e idillio familiare.
Sono presenti anche una serie di strategie di controllo tra cui minimizzazione/negazione, intimidazione, giustificazione e spostamento del problema.
CHE COSA FARE IN CASO DI VIOLENZA IN FAMIGLIA?
Quando c’è violenza in casa, accanto alle Forze dell’Ordine, si può fare riferimento al numero verde nazionale anti violenza e stalking: 1522.
Le operatrici effettueranno una prima accoglienza telefonica e orienteranno la persona verso un centro antiviolenza del territorio.
CHE COSA SONO I CENTRI VIOLENZA?
Sono luoghi di ascolto e di accoglienza per donne di tutte le età ed i loro figli minorenni, donne maltrattate che hanno subito violenza o che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza indipendentemente dal luogo di residenza (Intesa Stato-Regioni, novembre 2014).
I centri Antiviolenza lavorano su richiesta della donna e con la donna, nel rispetto della sua volontà e dei suoi tempi, mettendola al centro del progetto e della rete di risorse. Tra le possibili azioni che possono mettere in campo in suo supporto ci sono l’assistenza psicologica e legale e l’orientamento all’autonomia abitativa e lavorativa.