Cos’è la diabulimia e perché è un problema silenzioso
Diabulimia è un termine che viene usato in ambito clinico per definire un comportamento che può verificarsi nelle persone affetta da diabete di tipo 1 (T1D), soprattutto adolescenti. Si tratta di una pratica pericolosa che consiste nel saltare o ridurre volontariamente le dosi di insulina per controllare il peso, mettendo a rischio la propria salute.
Spesso, il diabete può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo del comportamento alimentare perché si pone forte attenzione al cibo, alle etichette e al controllo dei valori del sangue.
Questo comportamento viene considerato un disturbo alimentare associato al diabete. Gli studi, infatti, mostrano come la diabulimia insorga dall’interazione della gestione quotidiana del diabete e della dieta, la percezione del corpo e le preoccupazioni per il peso.
L’apparente dimagrimento è accompagnato da gravi conseguenze metaboliche e da un peggioramento del controllo glicemico con conseguenti complicanze come:
- chetoacidosi diabetica
- danni a reni, cuore e occhi.
Sintomi della diabulimia
Dal punto di vista fisiologico, l’insulina è un ormone essenziale per consentire al glucosio di entrare all’interno della cellula ed essere usato come fonte di energia. Se una persona con diabete di tipo 1 riduce o omette l’assunzione di insulina, il glucosio rimane nel sangue e non potendo essere utilizzato correttamente porta a una condizione di iperglicemia e conseguente calo di peso.
I sintomi della diabulimia possono essere sia fisici che comportamentali ed è importante riconoscerli precocemente. Tra i segni fisici più comuni si osservano:
- elevati valori di glicemia
- aumento dell’emoglobina glicata (HbA1c)
- stanchezza
- sete persistente
- minzione frequente
- perdita di glucosio con le urine
- e perdita di peso non altrimenti spiegata.
- Nei casi più gravi si possono manifestare anche delle complicanze diabetiche come la chetosi con conseguente danno ai vasi sanguinei e ai nervi.
- A lungo termine si possono manifestare retinopatia, edema maculare, neuropatia periferica, gastroparesi, malattie del fegato, renali e cardiache.
- Sul piano comportamentale invece può comparire una maggiore preoccupazione per il cibo e le forme corporee, timore che l’insulina faccia ingrassare con una conseguente manipolazione delle dosi, stati di ansia e irritabilità.
Cause e fattori di rischio della diabulimia
Le cause di diabulimia sono multifattoriali e coinvolgono più aspetti della persona (sfera psicologica, biologica e relazionale). La gestione del diabete di tipo 1 richiede una maggiore attenzione sulla dieta con la conta dei carboidrati e il calcolo delle dosi di insulina da somministrare. Questa iper focalizzazione sull’alimentazione può favorire a uno sviluppo di una relazione non sana con il cibo; inoltre, a seguito dell’inizio della terapia con insulina, alcune persone sperimentano un aumento del peso e ciò può contribuire a una insoddisfazione corporea e spingere verso strategie per perdere peso.
Tra i principali fattori di rischio vi sono:
- adolescenza o giovane età
- indice di massa corporea elevato
- storia precedente di un disturbo del comportamento alimentare
- influenza di social media e coetanei
- pressione sociale rispetto al proprio aspetto fisico
- bassa autostima, depressione, ansia, difficoltà a gestire lo stress.
La combinazione tra ossessione per il peso e restrizione dell’insulina può diventare molto pericolosa e avere gravi conseguenze sulla salute fisica e psichica dell’adolescente, che si trova ancora in una fase di sviluppo psicofisico.
Diagnosi della diabulimia
La diagnosi di diabulimia è complessa perché non esistono dei criteri diagnostici ufficiali presenti nel manuale diagnostico – Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) – quindi la diagnosi specifica di chi ne soffre dipenderà dai sintomi associati al disturbo alimentare. Spesso è un comportamento che viene nascosto e i segni clinici possono essere confusi con una scarsa aderenza alla terapia.
Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare che combina approccio medico, psicologico, nutrizionale e il coinvolgimento della famiglia. Tramite la valutazione medica è possibile rilevare livelli di glicemia persistentemente elevati e frequenti episodi di chetosi diabetica.
La valutazione psicologica permette una analisi comportamentale, dell’ansia, dell’autostima e della preoccupazione circa la propria immagine corporea.
La valutazione nutrizionale permette di verificare un calo ponderale senza apparenti spiegazioni e difficoltà nella gestione dei pasti e della somministrazione dell’insulina.
Una diagnosi precoce è fondamentale per ridurre i rischi a lungo termine e permettere un recupero più repentino.
Cura della diabulimia: approccio multidisciplinare
Il trattamento della diabulimia prevede un intervento integrato e personalizzato, coinvolgendo:
- il medico diabetologo
- lo psicologo per disturbi alimentari
- e il nutrizionista.
In letteratura emerge come l’utilizzo della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) aiuti a comprendere i comportamenti legati all’uso improprio dell’insulina, a gestire vergogna e ansia, a modificare i pensieri disfunzionali riguardo al cibo e al corpo.
Parallelamente, è anche importante fare educazione alimentare ed educazione sulla gestione corretta della terapia insulinica per avere una stabilizzazione della glicemia.
Nell’adolescente è fondamentale il supporto famigliare: bisogna creare un ambiente di ascolto non giudicante dove incoraggiare al dialogo sulla gestione del diabete e delle difficoltà emotive così che, se necessario, si possano coinvolgere dei professionisti della salute.
Come aiutare il tuo adolescente con diabulimia
Se vi è il sospetto che il proprio figlio soffra di diabulimia, si può:
- Creare uno spazio non giudicante in cui poter dialogare circa il rapporto con il cibo in associazione alla diagnosi di diabete di tipo 1
- Chiedere il supporto di professionisti sanitari quali psicologi, diabetologi e nutrizionisti
- Monitorare come variano i valori di glicemia
- Offrire un supporto emotivo
Prevenzione e consapevolezza
La prevenzione e la consapevolezza rappresentano dei punti chiave. È importante che il professionista della salute informi il paziente e la famiglia alla diagnosi di diabete di tipo 1 del rischio dello sviluppo di disturbi del comportamento alimentare. È importante:
- informarli sui rischi dell’omissione dell’insulina
- promuovere una visione più positiva del corpo e del rapporto con il cibo
- monitorare precocemente segnali di disagio e comportamenti alimentari anomali.
Una maggiore consapevolezza della diabulimia permette di riconoscerla più precocemente e di poterla affrontare con un approccio integrato essenziale per proteggere la salute fisica e mentale delle persone affette da diabete di tipo 1.
DOMANDE FREQUENTI SULLA DIABULIMIA
Cos’è la diabulimia?
La diabulimia è un comportamento che può comparire nei soggetti affetti da diabete di tipo 1 e consiste nel manipolare l’assunzione di insulina riducendola od omettendola. È un comportamento molto pericoloso per il quale il corpo non riesce a utilizzare correttamente il glucosio assunto con la dieta e determina un calo di peso, oltre che gravi conseguenze mediche.
Chi può sviluppare la diabulimia?
Si sviluppa nei soggetti affetti da diabete di tipo 1. È maggiormente presente negli adolescenti perché sono più vulnerabili ma può presentarsi anche nei giovani adulti.
Quali sintomi indicano diabulimia?
I sintomi sono una perdita di peso rapida, stanchezza, sete eccessiva, condizione di iperglicemia persistente, perdita di glucosio nelle urine, minzione abbondante e sintomi psicologici come focus e preoccupazione per il cibo e il corpo, isolamento e irritabilità.
Perché la diabulimia è pericolosa?
È una condizione clinica pericolosa perché comporta un peggioramento del controllo glicemico. Aumenta il rischio di chetoacidosi con conseguenti danni a reni, cuore e occhi, e problemi psicologici a lungo termine.
Come si diagnostica la diabulimia?
Non esistono criteri diagnostici specifici all’interno del DSM-5 e la diabulimia è difficile da intercettare perché spesso i pazienti tendono a nascondere l’utilizzo non adeguato dell’insulina. La diagnosi può essere fatta tramite valutazione medica, psicologica con monitoraggio glicemico e valutazione di altri parametri clinici.
Qual è il trattamento più efficace?
Il trattamento più efficace per la diabulimia è quello multidisciplinare integrato che coinvolge più professionisti della salute: intervento psicologico tramite terapia cognitivo-comportamentale, intervento nutrizionale, monitoraggio medico e supporto famigliare.
Quanto dura il percorso terapeutico della diabulimia?
Non è possibile stabilire la durata del percorso terapeutico a priori, dipende dal caso, dalla gravità e dalle comorbidità: può richiedere mesi di incontri regolari. È importante adattare il trattamento ai bisogni del paziente e valutare periodicamente i progressi.
Come possono aiutare i genitori?
I genitori possono aiutare un figlio adolescente con diabulimia creando un clima di dialogo, mostrando comprensione circa le difficoltà incontrate, monitorando la terapia con discrezione, evitando commenti negativi e giudicanti sul corpo e rivolgendosi tempestivamente a specialisti.
La diabulimia può ricomparire?
Come gli altri disturbi del comportamento alimentare, la diabulimia può avere periodi di miglioramento e possibili ricadute e per questo si rende necessario un supporto continuo per ridurre il rischio di ricomparsa del problema.
Cove trovare aiuto?
Se si sospetta la presenza di diabulimia ci si può rivolgere a centri medici che offrano un approccio multidisciplinare alla gestione del diabete e dei problemi psicologici associati.
Contatta lo Studio Tenca Venturi per maggiori informazioni o per una prima visita psicologica e nutrizionale.
Articolo a cura della Dott.ssa Silvia Montalbano – Nutrizionista per Disturbi Alimentari presso lo studio Tenca Venturi